Scacchi



Storia e leggenda di un antico gioco di guerra
Scacchi

Quanti miti circondano l’origine del gioco degli scacchi.

Secondo un racconto giunto dalla Persia medioevale ci fu una leggendaria battaglia, combattuta per la corona, tra due fratelli, Talkhand e Gav. Il primo fu ucciso e Gav ordinò di inventare un gioco per spiegare alla regina, angosciata dalla morte di un figlio, come fossero andate le cose.

Scacchi
Secondo una storia araba gli scacchi furono inventati da Sassa, mitico filosofo.

Come ricompensa Sassa chiese al re un chicco di grano per la prima casella, due per la seconda, quattro per la terza e così via, sempre moltiplicando per due per ogni casella della scacchiera, finendo per svuotare i granai del re.

Un’altra leggenda invece sostiene che gli scacchi furono inventati, nel XII secolo a.C. durante l’assedio di Troia.

La storia, invece ci dice, che quando Alessandro Magno entrò con il suo esercito nel nord ovest dell’India, nel 326 a.C. fu affrontato da una massa di cavalieri, cocchi ed elefanti.

Questo tipo di esercito, in cui erano impegnate quattro divisioni distinte, era la riproduzione perfetta dei pezzi usati nell’antico gioco indiano da tavolo detto chaturanga, che significa quattro parti o quattro braccia.

Scahhi

Il chaturanga fu rimpiazzato da un gioco, intorno al 500 d.c., che è già chiaramente quello degli scacchi e dall’India presto si diffuse in Persia (odierno Iran) dove divenne subito popolare.

Dai Persiani sono derivati molti nomi e termini. I fanti persiani erano piyadah o pedoni, il cocchio era il rukh, o rocca ossia la torre. Il loro re era lo shah da cui deriva la parola scacco. Shahmat significava “il re è indifeso, non può muovere, cioè scacco matto.

Durante il VII secolo d.C. il vecchio impero persiano cadde sotto l’Islam; gli scacchi furono portati lontano, in giro per il mondo insieme alla conquista islamica.

C’è un’altra famosa storia …

.. quella di Alfonso VI il quale strinse d’assedio Siviglia nel 1807. Il governatore della città Al-Mutamid desideroso di salvare la città, offrì al re un magnifico gioco di scacchi, con la scacchiera in ebano e legno di sandalo, e lo sfidò ad una partita.

Il vincitore si sarebbe tenuto la scacchiera e il perdente si sarebbe impegnato ad esaudire un desiderio del vincitore. Alfonso fu battuto e gli furono donati i pezzi e la scacchiera, doveva però ancora esaudire il desiderio del governatore: togliere l’assedio.

Un’altra leggenda narrata nella saga nordica detta Heimskringla, racconta di una partita tra il re danese Knut (Canuto) e il suo congiunto Ulf lo Jarl (“il conte” zio di Arnoldo d’Inghilterra).

Knut, sbagliando una mossa perse il cavallo e pretese di ripetere la mossa. Ulf, infuriato abbandonò la partita e, secondo la storia, a causa di questa ingiuria, fu trovato pugnalato a morte in una chiesa, per ordine del re.

Alcuni scrittori medioevali, vedevano negli scacchi non delle immagini di guerra, ma di magia e misticismo.

Secondo questi scrittori la scacchiera era il microcosmo nel quale i pezzi si muovevano secondo la loro attrazione per le forze della terra, a dell’aria, del fuoco e dell’acqua ( I quattro elementi).

Un trattato latino sosteneva che la torre significava giudici itineranti, che viaggiavano per tutto il reame e perciò la sua mossa è sempre diretta, perché agiva con giustizia.

La Regina si muove di sghembo perché le donne sono così avide che non prendono niente, se non tramite la rapina e l’ingiustizia.

Per secoli gli scacchi furono considerati anche un ottimo banco di prova per giudicare i caratteri.

Tantissime leggende raccontano di re o lord che concedevano o rifiutavano la mano di una figlia da sposare, a seconda della bravura di un pretendente davanti ad una scacchiera.

 

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