Rasputin



Rasputin

Rasputin nacque nel 1871, figlio di Efim, un mercante, vide i suoi natali nel villaggio di Pokrovskoe al di là degli Urali.

Rissoso, ubriacone, ladro di cavalli era conosciuto soprattutto per le sue imprese sessuali che compiva in stati di esaltazione mistica, secondo lo spirito della setta “lottatori dello spirito” (chlysty) che praticavano la flagellazione come penitenza.

Rasputin si reca a Gerusalemme per un pellegrinaggio, ma sembra più per sfuggire ad una condanna,poi in Mesopotamia ed infine nei Balcani. Torna in Siberia con il nome di “uomo di Dio” (starets), passa periodi di penitenza nei monasteri e predica nei villaggi.

Nel 1904 raggiunge Mosca e Pietroburgo, nel giro di qualche mese le sue imprese sono conosciute in tutta la capitale.

La sua è una teoria molto curiosa:

chi si congiunge con lui, non commette peccato, anzi compie il primo passo verso il pentimento e la purificazione.
E di donne penitenti ve ne sono un mucchio secondo le interviste che rilasciava ai giornali:
”Venivano a me perché desideravano avvicinarsi a Dio. Ma la sola strada che porta a Dio passa per l’umiliazione, così le portavo ai bagni pubblici, le svestivo e le ordinavo di lavarsi. Così si mostravano umili al Signore”.

Le sue imprese arrivarono alla Corte, fino alla Zarina Alessandra Ferodovna.

Rasputin dice di essere un grande taumaturgo e il figlio della Zarina, Alessio, continua a peggiorare: ecchimosi di parecchi pollici si accumulano sulle giunture impedendogli di muoversi e immobilizzandolo a letto. Medici e guaritori sono impotenti.

E’ il momento di Rasputin.

Prova con l’ipnotismo, gli esorcismi, gli fa baciare la sua croce, benedice gli strumenti dei dottori. Arrivano i risultati: Alessio si riprende; cammina. In cambio della guarigione Rasputin ottiene dalla famiglia il pieno potere, è lui adesso il padrone della Russia.

A suo piacimento destituisce e nomina nuovi ministri, espelle i vescovi che non sono concordi con lui, scioglie la Duma. Più di tutti sono Alessandra e Nicola ad essere ipnotizzati dal mago, sempre vestito di stracci e che si permette di trattarli come burattini.

La credenza del popolo è che Rasputin sia l’amante della Zarina ed Alessio loro figlio.
Si vocifera che Rasputin abbia sedotto anche le figlie con la scusa di benedirle.
Calunnie popolane infondate.

Nonostante la venerazione, però Nicola aveva preso le sue precauzioni.

La Russia è sull’orlo della catastrofe: due anni di guerra hanno causato due milioni e mezzo di morti, l’esercito è in ritirata, le città non hanno più viveri e i rivoluzionari si stanno preparando alla lotta.

Nonostante sia stato uno dei pochi a non volere la guerra, Rasputin è considerato il maggior responsabile, lo spirito del male che ha influito sullo zar. Viene accusato di aver rapporti con il “Centro Verde” dei flagellanti moravi e tramite loro con il Kaiser.

Ma un’accusa ancora più grave pende sulla sua testa: non contento di fare e disfare governi ora sta paralizzando la volontà del sovrano con l’aiuto del mago tibetano Badmajev e si appresta ad esercitare il potere assoluto.

Per l’ultima volta, il popolo accorre in aiuto dello Zar.

Il principe Jusupov dopo averlo attirato in casa sua con un pretesto, insieme ad il granduca Dmitrij Pavlovic e il deputato Puriskevic lo avvelenano con due bicchieri al cianuro. Ma il veleno non ha nessun effetto sul monaco.

Gli sparano al petto, ma Rasputin ha ancora la forza di gettarsi contro i suoi nemici.
Gli scaricano addosso l’intero caricatore. Rasputin, fugge, barcolla per qualche metro poi cade sulla neve.

E’ il 29 dicembre 1916.

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