Medioevo: le armature



Medioevo:le armature

Abbiamo sempre immaginato il cavaliere medievale unito nella vita e nella morte alla sua armatura come se fosse una seconda pelle, ma non fu proprio così.

L’armatura fu inventata alla fine del Medioevo, quelle esposte nei musei e nei castelli sono state fabbricate nel periodo che va dalla seconda metà del Quattrocento fino al Seicento.

 

Nei primi secoli era usato uno scudo di legno e raramente l’elmetto.

Dall’ VIII secolo i combattenti, prevalentemente a cavallo, cominciarono ad indossare cotte di maglia di ferro o cuoio rinforzato con borchie di metallo, mentre l’elmo proteggeva solo il capo e non il volto.

A partire dall’ XI secolo inizia l’evoluzione dell’elmo, dello scudo e della cotta di maglia, che rimangono fino al Duecento l’equipaggiamento base del cavaliere.

Compare un nuovo tipo di elmo cilindrico, che protegge sia la testa che il volto e il cui peso poggia sulle spalle.

La novità più importante è l’uso di piastre di metallo modellate e applicate sulla cotta di maglia, inizialmente per proteggere gomiti e ginocchia, poi con il tempo anche altre parti del corpo.

Soltanto dopo il 1330 si può parlare di una vera armatura che protegge tutto il corpo del cavaliere, ad eccezione delle giunture sempre protette dalla maglia di ferro, e ora coperte da una serie di pezzi in metallo.

Nel secolo successivo e nella prima metà del Cinquecento i progressi della tecnica permetteranno agli armaioli di forgiare armature sempre più leggere e resistenti.

Tra il 1550 e il 1640 il perfezionamento delle armi da fuoco e la crescente importanza della fanteria rispetto alla cavalleria porteranno all’abbandono dell’armatura sui campi di battaglia.

Negli stessi anni inizia anche a diminuire la popolarità dei tornei e con il declino di questo passatempo cessa anche la produzione delle armature.

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