Codici segreti e mappe dei tesori


Mappe
Cifrario Beale

Talvolta, un codice segreto sembra inventato per nascondere un tesoro, come nel caso del Cifrario Beale.

Secondo un libretto del 1885,The Beale Papers, scritto da un certo James B. Ward, nel 1817 Thomas Beale partì con trenta uomini al seguito, per una spedizione di caccia al bufalo quando, nel corso dell’impresa, il gruppo trovò un giacimento aurifero.

Gli uomini raccolsero tre tonnellate tra oro, argento e pietre preziose, che seppellirono poi in Virginia con l’intenzione di recuperarle più tardi.

Ma Beale e i suoi sparirono

Un oste, cui Beale aveva lasciato una cassetta da aprire dieci anni dopo la sua scomparsa in caso gli fosse accaduto qualcosa, scoprì che nello scrigno c’erano tre fogli scritti con un codice numerico.

In una lettera Beale spiegava che i tre codici celavano la descrizione del tesoro, il luogo del suo nascondiglio e l’elenco dei nomi delle persone tra le quali andava divisa la fortuna. L’oste non riuscì a decifrarli e in punto di morte li passò forse a Ward, che riuscì a decifrare solo il secondo (la descrizione del tesoro) e pubblicò il libretto.

In tanti hanno cercato di localizzare il tesoro che, secondo alcune stime, potrebbe valere oggi sui quaranta milioni di dollari. Le autorità della Bedford County (dove la fortuna sarebbe sepolta) hanno ormai proibito ogni tipo di scavo non autorizzato, in seguito ai danni prodotti negli anni alle proprietà della contea.

Tutta la vicenda, però, agli studiosi appare sospetta.

Non esiste traccia di Beale in quegli anni e in quella zona, e sembra improbabile che trenta persone non solo mantengano il segreto su un possibile tesoro, ma scompaiano tutte senza che nessuno cerchi di scoprirne la sorte .

Inoltre, varie incongruenze nel testo della presunta lettera di Beale, come l’uso di parole entrate nel linguaggio solo molti anni dopo l’epoca in cui fu scritta, fanno supporre che fautore della beffa sia lo stesso Ward, unica fonte del racconto.

mappe e leggende

Secondo una leggenda, nascosto in un profondo pozzo di Oak Island, un’isoletta della Nuova Scozia, si troverebbe il tesoro di alcuni pirati.

Varie spedizioni sono partite per tentare di giungere sul fondo del pozzo, senza mai riuscirci. Nel corso degli scavi sarebbe stata trovata una lastra di pietra con una iscrizione in codice.
Secondo una possibile traduzione direbbe:
“Quaranta piedi sotto sono sepolti due milioni di sterline”.
Ma anche in questo caso, come per il Cifrario Beale, sono tante le incongruenze.

Secondo lo studioso di misteri Joe Nickell, entrambe le vicende non sarebbero altro che allegorie massoniche.

I tesori, insomma, non esistono ma le storie che ne parlano furono inventate da massoni, magari arricchendo leggende preesistenti, per tramandare alcuni rituali.

La massoneria si basa su un complesso sistema allegorico-simbolico, che fa spesso riferimento alla costruzione del Tempio di Re Salomone. In queste allegorie si parla di una cripta segreta, nella quale sarebbero custoditi tesori e segreti localizzabili grazie a un codice misterioso.

Ipotesi plausibile, che però non mette la parola fine ai misteri del Cifrario Beale e di Oak Island.

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