Fratelli Cervi



Fratelli Cervi
Gelindo,Antenore,Aldo,Ferdinando,Agostino,Ovidio ed Ettore

I fratelli Cervi, Gelindo, Antenore, Aldo, Ferdinando, Agostino, Ovidio ed Ettore, vivevano nella pianura reggiana, in località Campi Rossi, dove la casa è stata ora trasformata in un museo.

Siamo nel 1943

Mentre la dittatura fascista imperversa, nei fratelli Cervi cresce il disprezzo per gli squadroni di Mussolini che danno alle fiamme libri, le Case del Popolo e uccidono l’idea di libertà che il padre Alcide gli aveva instillato.

Iniziano così le loro prime attività clandestine antifasciste offrendo ospitalità ai combattenti partigiani, che in quella zona stavano formando i primi Gruppi di Azione Partigiana (GAP) e i primi Comitati di Liberazione Nazionale (CLN).

Il rischio di rappresaglie è forte

Una sera di novembre la casa dei fratelli Cervi è accerchiata dai fascisti i quali intimano a tutti di uscire e di arrendersi.

Insieme con il padre vengono portati in prigione e la mattina del 28 dicembre 1943.
I sette fratelli vengono fatti uscire con il pretesto di dover andare a Parma per il processo.

Alcide rimane da solo nella cella, aspetta il ritorno dei figli.

Non torneranno più.

Portati nel Poligono del tiro a segno di Reggio Emilia, vengono fucilati: il maggiore aveva quarantadue anni, il più piccolo ventidue.

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